Giovanna Ricotta

| agosto 29th, 2009

giovanna ricottaNata a Loano (SV) il 21 Febbraio 1970
Vive e lavora a Milano

SEPARE’
Separè – confessionale.
Separè come filtro, come ponte, come tramite, come definizione. Non conosco la storia delle donne del Molise, ma sono rimasta molto affascinata dall’ idea di lavorare alla storia di queste figure del centro Italia, del sud Italia, partendo dalla tradizione del pensiero della cultura del passato rapportandola al presente, analizzandone i riti, i gesti, la vita, la fisicità. La mia ricerca sul corpo, sul corpo come oggetto, si sviluppa attraverso l’installazione e la performance; ho pensato di realizzare per questa residenza un lavoro dedicato alla tradizione del passato con un oggetto e una performance di stile molto sintetico.
Un “SEPARE’”, un paravento come un confessionale religioso, un luogo intimo, privato dove nascondersi, coprirsi e scoprirsi. Un luogo assente, presente, un tempo definito da una dimensione a sé, di separazione e di contatto tra passato e presente. Un SEPARE’ con le pareti come le grate dei confessionali, dove attraverso i fori si intravede, si vede, si sente, si ascolta, si immagina. Un oggetto frivolo e religioso, un’azione senza tempo. Installazione e performance.
Performance: durata da definire. Persone, da definire.
Installazione: paravento. 3 pannelli da realizzare: dimensioni 180 x 60 circa, cad.
Materiale: da definire.
Luci: da definire
Suono: da definire. (Prima idea: Rielaborazioni elettronica di canti di processioni o tradizionali).

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www.giovannaricotta.it

Caterina Notte

| agosto 29th, 2009

caterina notteIsernia 1973.
Vive e lavora tra Roma, la Sardegna e il web. La natura umana con i suoi limiti e il suo doppio è da sempre il tema centrale delle sue opere. Dalle fotografie ai video, piccole tranches narrative, il protagonista dei suoi lavori è sempre l’uomo alle prese con la ridefinizione dei propri limiti fisici e psicologici.

“NUOVO FRASARIO MOLISANO 2009”
di
Caterina Notte
Vorrei portare avanti il mio lavoro su Macchiagodena continuando ad esplorare il tema principale della mia ricerca: la definizione e il superamento del concetto di limite. L’ idea è di giocare col linguaggio facendo riferimento a idiomi e/o modi di dire, provando per esempio a trasformare alcune frasi tipiche del luogo dall’accento fatalista e limitativo (“e che vuo fà?!), oppure a sostituirle con altre connotate invece da un più forte senso di apertura.

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www.caterinanotte.altervista.org

Massimiliano Nazzi

| agosto 29th, 2009

massimiliano nazziMassimiliano Nazzi è nato in Provincia di Firenze nel 1982. Laureato Dams Arte all’Università di Bologna nel 2007, ha frequentato il Corso Superiore di Arti Visive della fondazione A. Ratti nel 2008. Nel 2005 vince il primo premio della categoria giovani di Videofreccia a Molinella (BO)

Il lavoro che vorrei fare a macchiagodena è una performance audiovisiva. Si tratta innanzitutto di raccogliere del materiale sul paese, girando con una videocamera. Con una particolare attenzione alla rilevanza sonora delle riprese, verranno ritagliati dei clip molto corti. Al momoento della performance ci sarà una proiezione video in cui ognuno dei clip scelti verrà ripetuto ossessivamente creando una scena. Il segnale audio derivante dal clip ripetuto, verrà all’inizio reso silenzioso e poi man mano reso udibile, poi verrà modulato, equalizzato ed effettato in tempo reale con distorsori ed effetti analogici, fino a diventare una ritmica assordante. Si tratta di un lavoro che parla di microframmenti di realtà che vengono cristallizzati ed ingigantiti. Così sviscerati, come messi nel vetrino del microscopio, ci mostrano che quello che abbiamo davanti non è più ciò che stavamo investigando.
Il discorso sull’immortalità viene affrontato un po’ lateralmente ma anche con una certa sfiducia, dal momento che l’intera performance è basata sulle diverse possibilità espressive derivanti da un unico frammento.

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www.myspace.com/massimilianonazzi

LE_09

| agosto 29th, 2009

le_09LE_09 è un duo al femminile.
Attento ai mutamenti della cultura visuale sviluppa una ricerca che si avvale dei linguaggi contemporanei: dalla performance, al video, all’installazione site-specific. I progetti hanno in comune il riferimento all’esperienza presente e al binomio arte e vita. LE_09, attraverso un approccio processuale, rielabora temi e concetti cercando una forma inedita per punti di vista apparentemente discordanti. Il fine è trovare il giusto mix che di volta in volta riveli la natura ambivalente delle cose.

CONCEPT
LE_09 si propone di coniugare il tema della donna e della famiglia con quello dei legami. Partendo dall’individuazione di uno specifico nucleo familiare dove il genere femminile è predominante, il processo prevede la ricerca di un ricordo in forma di oggetto per ogni componente fino ad un grado “x” di parentela. In seguito alla raccolta di materiali e dati, ogni donna verrà invitata a raccontare il ruolo che ricopre all’interno del nucleo familiare e la relazione con il proprio oggetto d’affezione. L’intento è indagare il gap generazionale che intercorre tra i membri di una stessa famiglia mettendo in evidenza come la scelta di un oggetto possa rappresentare un legame con il proprio tempo e insieme raccontare le stratificazioni e le trasformazioni socioculturali del contesto di appartenenza.

SINOSSI DEL PROCESSO
- Individuazione di un nucleo familiare e mappatura della presenza femminile. Cartografia I
- Individuazione degli oggetti d’affezione. Cartografia II
- Racconto ed individuazione di chiavi di lettura rispetto agli oggetti. Cartografia III

MATERIALI
- Carta genealogica, degli oggetti, dei racconti
- Polaroid

PRODOTTO
A seconda dell’andamento del processo: installazione fotografica e/o oggettuale

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www.flickr.com/photos/be_visual

Emanuela de Notariis

| agosto 29th, 2009

emanuela de notariisNata a Termoli il 20/12/1977, è artista e curatrice indipendente. Lavora prevalentemente con pittura e disegno, ma anche con video, installazioni, performance. Dopo essersi laureata con lode in Storia dell’Arte Contemporanea nel 2003 presso l’Università La Sapienza e aver ottenuto una borsa di studio per New York, ha inziato la sua attività criticocuratoriale. Nel 2006 ha vinto il premio Pagine Bianche d’Autore, sezione Molise, a cura di Luca Beatrice.
A Termoli dirige il festival di arti contemporanee Art Shake.

GRAFFI
Progetto video di Emanuela De Notariis
Festival Io Project, Macchiagodena 2009 – Women of Molise
Protagonista del video è una ragazza che indossa scarpe con tacchi alti, con cui graffia il pavimento della stanza in cui si trova, rovinandolo. I tacchi sono infatti due coltelli, che lei affonda nel suolo. Le sue movenze sembrano una danza, forse un rituale, concentrato sul gesto del graffiare. A passo lento la donna si dirige verso un tavolo, stacca dal proprio petto un cuore di peluche che vi era cucito, siede a tavola; pone il cuore in un piatto e lo taglia a pezzetti con coltello e forchetta, con cura. Poi lo offre ad una persona seduta di fronte a lei, che indossa una maschera da orso. La protagonista reinterpreta in maniera ambigua i ruoli tradizionalmente attribuiti alla donna, giocandovi. Nello stesso tempo ci invita alla riflessione sulla messa a nudo dei sentimenti, in una dimensione in bilico tra leggerezza e inquietudine. Così la ragazza, angelo caduto del focolare, invece di pulire e lucidare il pavimento lo rovina, utilizzando proprio i tacchi che sono solitamente strumento di seduzione, ma che nel video sono sostituiti da due coltelli. E’ una donna che si ribella a ruoli e a un tipo di sensualità imposti dal desiderio maschile? Anche le calze a righe che indossa, tutt’altro che sexy (ingrossano le gambe), parrebbero suggerirlo. Il cuore viene offerto con la consapevolezza che offrirsi all’altro è esporsi alla possibile sofferenza. Il gesto della ragazza è allora coraggioso o incosciente? Eroico o vittimista? E inghiottire il cuore altrui è un atto simbolico di profondo amore o di crudeltà? E’ volontà di possessione come desiderio totalizzante o forma di dominio sull’altro? Offrirsi all’amore è un atto ambiguo. Ogni azione nel video è ambivalente, sospesa in un’ambiguità di senso. Il video sarà girato a Macchiagodena e coinvolgerà persone del posto nella realizzazione di materiali quali la maschera di stoffa da orso. L’aspetto interrelazionale caratterizzerà quindi anche la fase processuale del video. Se cucire è un’attività che coinvolge prevalentemente le donne e che in Molise ha una forte tradizione, sarà interessante mettere in relazione tradizione e contemporaneità, non solo da un punto di vista creativo ed estetico-linguistico, ma anche femminile generazionale.

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www.ema-nu.com

www.myspace.com/wonderema
emanueladenotariis.blogspot.com

Davide Bramante

| agosto 29th, 2009

davide bramanteNasce a Siracusa il 7 Novembre 1970. Nel 1999 è tornato a vivere a Siracusa dopo tredici anni trascorsi tra Torino, Roma, Bologna, Milano e New York. Opera dal 1991, realizza lavori video, installazioni e fotografie.

da photografikamente[at]…….
a “aga.raster”
data 27 luglio 2009 19.07
oggetto Re:IO Project
proveniente da server indefinito
Caro, la mia idea progetto è praticamente quella che ti ho accennato nelle nostre due brevi telefonate. Desidero porre la “prima pietra” per una sorta di museo della famiglia, una grande infinita raccolta di foto di famiglia/e del paese di Macchiagodena, magari andando indietro nel tempo, ricostruendo il possibile mediante le immagini fotografiche, quindi insieme si ha l’idea di un museo della famiglia classica ma anche dei giorni nostri quindi contemporanea. Un grande archivio storico, atto dopo atto che viene fuori dalle case private per crescere e divenire tutta assieme una grande opera, l’opera più difficile, appunto la Famiglia. Chiedimi senza esitare ciò che posso fare per te e per il tuo progetto!
A presto!

Davide

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www.davidebramante.it